The Capture One Dilemma: Sessione o Catalogo? le differenze, i pro e i contro

1. INTRODUZIONE

Per gli utenti che provengono da Lightroom la parola Catalogo è ben conosciuta e rappresenta l’unica tipologia di interfaccia e archiviazione proposta dal software di casa Adobe.

Il software di Phase One invece ci propone di scegliere da subito fra due tipologie di interfaccia: Catalogo o Sessione, proponendo di default l’interfaccia Catalogo, che è eccellente, ma suggerisco di provarle entrambe per capire quale, come e soprattutto perchè usare l’una o l’altra.

2. CATALOGO VS SESSIONE

Meglio Sessione o Catalogo?

Premetto che non c’è una soluzione migliore dell’altra, entrambe sono valide per il fine per cui devono essere utilizzate.

Per questo è fondamentale chiarire entrambe le opzioni e valutare soggettivamente quale sia adeguata al nostro tipo di lavoro e alle nostre necessità di archiviazione e… usarli entrambi. Ecco, secondo me, cosa è davvero giusto fare per sfruttare le infinite capacità gestionali e di archiviazione di questo incredibile Raw Editor.

La Sessione

La sessione è indicata per un singolo progetto o per una singola sessione di shooting.
Permette di lavorare sul progetto in maniera organizzata e pulita ed offre già in fase di creazione di impostare il nome di cattura per il tethering, per cui: se devo gestire un singolo shot—> Sessione.
Il vero punto di forza della Sessione, e la motivazione per cui vorremmo utilizzare questo metodo, sta nel fatto che essa crea le sottocartelle nel nostro archivio fisico, dove il programma allocherà i files nelle varie fasi del nostro lavoro.

 

Le sessioni sono sistemi di archiviazione estremamente efficaci per il backup della nostra sessione di Shooting, tutte le cartelle sono accessibili dal sistema e grazie alla loro differenziazione potremmo sempre accedere facilmente solo ai files selezionati(selected folder) o a quelli esportati (Output folder).
Con estrema semplicità potremo inoltre condividere un’esportazione effettuata mesi prima ai nostri clienti (che puntualmente cercano un file dopo mesi) senza perdersi in mille sottocartelle disseminate nei progetti degli ultimi 5 anni catalogati per data enormi.

In un panorama di archivi pluriennali con decine e decine di shooting ciascuno sarebbe estremamente difficoltoso ritrovare una foto di un determinato shooting e le Sessioni ci vengono incontro Creando una struttura organizzata di Cartelle

Le cartelle che vengono create di base sono:

  • Capture: Dove il Software posizionerà i files acquisiti
  • Selected: Dove saranno allocati i files “selezionati”
  • Output: Dove saranno esportati i files Jpeg, Psd etc
  • Trash: Dove saranno spostati i files eliminati dalla sessione

NB: I files stessi verrano spostati fisicamente nelle sottocartelle anche all’interno del nostro archivio, questo si traduce con una immediata ed efficiente separazione dei files stessi: i files importati si troveranno sempre nella cartella Capture, una volta selezionati (Win Ctrl+J o Mac Cmd+J) saranno spostati nella cartella Selected.
I files rifiutati (Win Ctrl+Canc o Mac Cmd+Canc) saranno fisicamente spostati nella cartella Trash (alleggerendo le altre ed evitando cancellazioni involontarie di files utili) mentre quelli post prodotti saranno esportati di default nella cartella Output.

Quando creo le Sessioni assegno il nome con la formula: S20191_Shooting_(X_Y_Z)_ Marzo


Dove:

  • S= Sessione
  • 20191= dove 20 indica l’anno e 191 numero della Sessione, i successivi saranno S20192,S20193,S20194
  • Shooting_(X_Y_Z) = dove X_Y_Z indicano il cliente e lo shooting. Ciò mi permetterà di recuperare facilmente la Sessione giusta
  • Marzo= inserire il mese servirà in caso farò uno shooting successivo con lo stesso cliente. Sarà più facile individuare chi contiene cosa

Un archivio errato produce sia perdita di tempo che, nel peggiore dei casi dei files stessi

 

“Quella foto è stata scattata per l’evento X, dovrebbe essere nella cartella Eventi\Hotels\2019 o Eventi\Food\2019…  in una sottocartella… forse era Giugno o Luglio…. o Y… o Z…”

 

“Quella è stata scattata l’evento X, controllo nella cartella “Output” della Sessione “Evento X”

 

Un archivio organizzato rafforza la nostra capacità di trovare o ritrovare files importanti

Il Catalogo

Il Catalogo sopperisce alla necessità di gestire un grande numero di files che abbiamo sul computer, un pò come fa Adobe Bridge, ma ci permette di farlo senza la necessità di lasciare il programma per editare i files su Camera Raw (essendo C1 il raw editor stesso) nè l’impellenza di cambiare directory fra i vari hdd in quanto la funzionalità di questo potente strumento è proprio quella di importare, o meglio collegare, i nostri files, folders o interi Hard disks in maniera completamente virtuale in un unico Catalogo.

Rispetto alla Sessione esso si appoggia ad un unico grande database (come il catalogo Lr) che si comporterà come un contenitore e permetterà di Gestire i files senza l’obbligo di muoverli. Sarà possibile usare una logica temporale (per anno, mese etc) o per tipologia (landscape, viaggi, architettura) o qualsiasi altra.

Possiamo fare ciò creando “cartelle virtuali”, che non vengono create nel nostro Archivio fisico ma solo all’interno del Catalogo, permettendoci così molta più semplicità e flessibilità di archiviazione e soprattutto di lavorare in un ambiente non distruttivo.

Le cartelle virtuali che possiamo creare sono:

  • Album: contiene le immagini del catalogo, può essere incluso in Progetti o Gruppi
  • Smart Album:  Album che rispondono a precisi tag (rating delle immagini o il colore dell’etichetta) e che quindi visualizzando solo le immagini del catalogo che rispondono a questi parametri
  • Gruppo: Non contiene immagini ma può contenere Album e Smart Album, altri gruppi o progetti. Se inseriti nel gruppo visualizzeranno le immagini contenenti i tag selezionati dell’intero catalogo
  • Progetti: non contiene immagini ma può contenere Album e Smart Album, altri gruppi o progetti, Se inclusi nel progetto visualizzeranno solo le immagini contenenti i tag selezionati ed appartenenti al progetto stesso e non dell’intero catalogo

Il Vero Surplus del Catalogo è la modalità in cui “collega” i files a se stesso. Il software non si limita creare un ponte fra il catalogo ed il file effettivo per farci lavorare sugli stessi senza spostarli fisicamente, ma ci permette di apportare le modifiche alle anteprime create in fase di importazione anche se i files sono offline (con alcune limitazioni), senza  cioè la necessità che questi siano fisicamente collegati al Catalogo al momento dell’editing. Una volta che il catalogo sarà di nuovo in grado di sincronizzarsi coi file sidecar dei files attuali e quindi generare l’esportazione.

Una vera e propria rivoluzione se si pensa alla possibilità di condividere lo stesso catalogo con altri mantenendolo sul cloud, se si vuol chiedere ad un cliente di fare la selezione direttamente sul catalogo o chiedere un parere senza che sia necessario esportare ed inviare tuti i files.

L’utente può anche decidere di creare una copia delle immagini importandole nel catalogo (importandole fisicamente come accade nelle sessioni). Una corruzione del Catalogo potrebbe comportare la perdita dei raw ed esula dalla sua natura stessa che resta quella di un potente gestionale con keywords, metadati, cartelle virtuali ed editor raw integrati che lavorano su file sidecar delle controparti originali.

Vivamente Sconsigliato.

3.QUINDI SESSIONE O CATALOGO?

 

Entrambi.

Essendo due gestionali per usi differenti presentano differenze di utilizzo ma danno il meglio se utilizzati in parallelo.
Personalmente uso molto di più le Sessioni, lavorando su commissioni singole risulta più efficace ed ordinato iniziare una sessione e chiuderla con la consegna dello stesso.

Il Catalogo allo stesso tempo permette però di accedere facilmente ad ogni altro archivio, Sessione esistente o Cartella agendo da contenitore esterno in maniera assolutamente innocua alle strutture preesistenti.
Permette di riclassificare ogni singolo files in maniera virtuale, importandoli in un nuovo Archivio, il catalogo stesso, per riordinarli attraverso l’uso dei suoi strumenti di classificazione virtuale (creando gruppi, progetti o album, flaggando le singole immagini, inerendo metadati ed esportare ogni singolo files o archiviazione virtuale), come nuovo catalogo; ma soprattutto con la possibilità di fare tutto ciò senza la costrizione di avere tutti i files collegati.
Basterà una volta finita l’archiviazione del nuovo catalogo permettere allo stesso di sincronizzarsi con i files di un progetto, gruppo etc per poter effettuare l’esportazione dei files singoli o addirittura di una nuova Sessione basata su questa nuova catalogazione.

Possiamo dunque importare intere Sessioni esistenti in un unico Catalogo?

Bingo! Anche molto di più…

Possiamo importare differenti Sessioni, per esempio varie Sessioni di fotografia landscape effettuate negli anni passati in un unico Catalogo Contenitore “Landscape Photography” come progetti, catalogarle secondo nuovi gruppi secondo le caratteristiche che riteniamo opportune (Mountainscape, Forests, Seascape) ed esportarle come una nuova sessione indipendente copiando i Raw e le impostazioni preesistenti.

4.ROUNDTRIP: IMPORTARE LE SESSIONI NEL CATALOGO, CATALOGARLE ED ESPORTARLE COME UNA NUOVA SESSIONE

1- Selezionare “importa sessione” e locare nell’hard disk il file “.cosessiondb” da importare nel Catalogo.

La sessione (o le sessioni) verrà inserita come “Progetto”, includendo tutte le sottocartelle preesistenti nella sessione stessa.

Verranno mantenuti tutti i metadati e potremo darne di nuovi


 

2-Procediamo creando la Sessione di output, ovvero quella all’interno della quale vogliamo che i files che andremo a esportare dal catalogo vengano allocati.


 

3- Tornati nel catalogo creiamo un nuovo Smart Album e selezioniamo le immagini da esportare attraverso i parametri  preesistenti o dandone di nuovi. Nel mio caso ho selezionato il rating 5 Stelle e la parola chiave “GENEVA” ma è possibile indicare praticamente qualsiasi parametro, dalla data al nome al colore dell’etichetta assegnata.

Utilizzando le parole chiave posso anche catalogare le immagini di più Sessioni importate, in Smart Album, secondo uno o più parole chiave o parametri desiderati.

Posso per esempio catalogare le Sessioni ``20190_Four_Season_Geneva_Marzo`` ``20195_Four_Season_Milan_Agosto`` e ``20197_Savoy_Firenze_Agosto`` inserendo la parola chiave ``food`` per tutte le fotografie contenenti cibo direttamente dal Catalogo.

Fatto ciò le posso poi isolare facilmente creando un nuovo Progetto e trascinando al suo interno gli Smart Album delle sessioni contenenti le foto indicizzate con la parola chiave ``food`` e poi esportarle in un'unica sessione che magari chiamerò ``Food for Luxury Hotels`` o perchè no, aggiungere alla parola chiave ``food`` quella ``four seasons`` ed esportare una sessione ``Four Seasons Food`` che conterrà le foto food di entrambi gli alberghi.

Le possibilità sono infinite: possiamo esportare Sessioni mixando tipologie di foto con metadati (Landscape+Seascape, Event+2018+5Stars, Japan+Temple+Tokyo...) tutto utilizzando i metadati già contenuti nelle singole Sessioni importate o aggiungendone di nuovi direttamente dal Catalogo che le contiene.


 

4- Selezionare lo Smart Album creato e fare click su “Esporta” e poi “Originali” nella finestra  selezionare la cartella di destinazione( una delle Sottocartelle della Sessione creata) assicurandosi di selezionare “Includi Regolazioni”

Questo permetterà di ricollocare una copia dei file sidecar assieme ai raw esportati evitando perdita di modifiche o metadati


 

5-Verificare che la Sessione creata contenga ora i files esportati e che le modifiche apportate ai files siano correttamente applicate.

Grazie per la lettura!!

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