3-Il Metodo RGB

Per le sue caratteristiche il metodo di RGB è particolarmente adatto nella rappresentazione e visualizzazione di immagini in dispositivi elettronici. Difatti, la maggior parte dei dispositivi, normalmente, usa combinazioni di Rosso, Verde e Blu per visualizzare i pixel di un’immagine, tuttavia ciò fa anche sì che lo stesso sia particolarmente dipendente dal dispositivo in sé: la stessa immagine potrebbe essere visualizzata in maniera diversa, se visualizzata su due dispositivi differenti, in quanto i materiali usati per realizzare gli schermi variano in base al produttore. Inoltre si possono notare differenze nel corso del tempo anche nello stesso dispositivo, per via del naturale deterioramento dello stesso.

Invece esso non è adatto per la stampa perché essa viene eseguita mediante sovrapposizione di pigmenti, nella quale ciascun pigmento riflette alcune frequenze luminose e ne assorbe, filtrandole, altre. Per questo si opterà per un modello di colori sottrattivo come il CMYK e non additivo come l’RGB.

Il Metodo RGB è un metodo di colori di tipo additivo e viene utilizzato nella quasi totalità dei casi dove è presente un illuminante, come nel caso del nostro monitor.
Il metodo RGB si compone di tre Colori Primari: il Rosso (Red), il Verde (Green) e il Blu (Blue) che, tramite la sintesi additiva, si sommano in combinazioni di due primari generando altri 3 colori detti Colori Secondari: Il Ciano (Cyan), il Magenta (Magenta), Il Giallo (Yellow), mentre formano il Bianco se sommati tutti.

  1. G+B = C – Cyan/Ciano
  2. B+R = M – Magenta
  3. R+G = Y – Yellow/Giallo

I colori primari che non contribuiscono alla formazione dei secondari prenono il nome di colori complementari:

  1. R+G = Y ⇒ Complementare di B
  2. G+B = C ⇒ Complementare di R
  3. B+R = M ⇒ Complementare di G

La loro caratteristica è appunto quella che, se sommiamo un colore primario al proprio complementare, otterremo una luce bianca

Nel nostro programma di editing il modello RGB viene rappresentato assegnando un valore di intensità ad ogni pixel che compone l’immagine.  .

Questi valori di intensità determinano essenzialmente la profondità del colore, ovvero la quantità di diverse intensità luminose di ogni pixel di un’immagine a colori. In un’immagine a 8-bit di profondità le sfumature, di ogni canale RGB, sono espresse su una scala che va da 0 (nero) e 255 (bianco)

.

Le immagini RGB usano tre colori, o canali, per riprodurre tutti i colori presenti sullo schermo.
Nelle immagini a 8 bit per canale, quelle che normalmente usiamo in fotografia, i tre canali generano 24 bit di informazioni sui colori per ogni pixel (8 bit x 3 canali).
Se consideriamo le 256 variabili di intensità possibili in un’immagine di questa profondità possiamo riprodurre fino a 16,7 milioni di colori per pixel
256Rx256Gx256B=16777216 colori diversi
Osservare i colori prima di vederli

Ricordiamoci che in realtà i colori che vediamo sul nostro schermo sono in realtà una sovrapposizione di tre immagini o meglio tre canali: uno Rosso, uno Verde e uno Blu. Come nei nostri occhi i recettori sono stimolati dalla luce che si “divide” in colori così stesso accade nella rappresentazione RGB digitale, dove ogni pixel è rappresentato dai valori di ogni canale sovrapposti perfettamente.

Possiamo dire che i colori che vengono rappresentati sullo schermo sono un’interpretazione dei pixel che irradiano ai nostri occhi un’informazione visiva che viene potenzialmente influenzata o alterata da altri fattori, quale la fattura di uno schermo, la luce ambiente, la percezione più o meno corretta dei colori da parte del nostro occhio…

Per questo dobbiamo imparare a osservare i colori e carpire le informazioni che stanno dietro la loro rappresentazione grafica.
Scindere i colori in informazioni per cercare di risolvere i punti critici che possono portarci a travisarli e quindi a non elaborarli nel modo ottimale, in qualche modo dobbiamo cercare di vedere i colori non a colori.

Sebbene questa suoni come un controsenso la verità del colore sta nella sua proprietà e non nel suo aspetto visivo.

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