1-Introduzione al Colore

Pensiamo alla luce come definita da tre elementi principali:

  • Tonalità- tinta della luce

  • Saturazione- intensità della tinta

  • Luminosità- brillantezza della luce

La tonalità (hue in inglese) è l’attributo forse più comprensibile.  Rossoverdegialloblu sono tutti nomi di tonalità. Essa è,nell’esperienza comune, la qualità percettiva che ci fa attribuire un nome piuttosto che un altro al colore che stiamo vedendo..

È importante precisare che le tonalità che l’occhio è in grado di discriminare come irriducibili ad altre sono i soli colori spettrali (cioè i colori dell’arcobaleno, quelli separati da Newton tramite l’esperimento del prisma) più i colori originati da combinazioni di rosso e di blu spettrali (le cosiddette porpore). Tutti gli altri colori – ad esempio il rosa, il marrone, il salmone, il verde oliva, ecc. – possono essere definiti come combinazioni di una certa tonalità con gli altri due attributi di cui parleremo fra breve (il rosa, ad esempio, è un rosso poco saturo).

Le tonalità che l’occhio è in grado di discriminare come irriducibili ad altre sono i soli colori spettrali (i colori dell’arcobaleno, quelli separati dal prisma) più i colori originati da combinazioni di rosso e di blu spettrali (le cosiddette porpore). Tutti gli altri colori – ad esempio il rosa, il marrone, il salmone, il verde oliva, ecc. – possono essere definiti come combinazioni di una certa tonalità con gli altri due attributi (il rosa, ad esempio, è un rosso poco saturo).

La luminosità  (Luminosity in inglese) “specifica” la quantità di bianco o di nero presente nel colore percepito che si traduce in brillantezza ovvero la quantità di luce percepita.

La percezione di luminosità è un atto percettivo qualitativamente differente rispetto alla determinazione della tonalità di un colore. Mentre quest’ultima può avvenire in modo non contestuale e sembra spiegabile nei termini fisiologici descritti dalla teoria tricromatica della visione, la valutazione della luminosità è invece un atto comparativo che pone in rapporto reciproco tutti gli elementi della scena osservata.

Proprio per questa sua natura comparativa, olistica, l’attributo della luminosità è l’elemento più importante all’interno della nostra percezione visiva. Come ben sanno fotografi, pittori e disegnatori, la visione acromatica, basata solo sul contrasto di luci, è in grado di veicolare tutte le informazioni essenziali ai fini della comprensione della scena osservata.

La saturazione (saturation, in inglese) contribuisce alla percezione del colore. È la misura della purezza, dell’intensità di un colore in rapporto unicamente all’intensità della sua percezione isolata (In rapporto ad una superficie bianca sottoposta alla medesima illuminazione si parla tecnicamente di croma (inglese chroma) piuttosto che di saturazione)

I colori spettrali sono in assoluto i più saturi che noi possiamo osservare e appaiono vivi, puri, brillanti, pieni, per nulla mescolati con parti di grigio. Un colore poco saturo appare smorto, opaco, grigiastro, poco riconoscibile dal punto di vista della tonalità. Il motivo di questa scarsa riconoscibilità è che un colore poco saturo è il frutto di una mescolanza di luci di diversa lunghezza d’onda, ragion per cui differisce profondamente dai colori spettrali che sono invece prodotti da luci di banda molto ristretta.
La saturazione si definisce anche comunemente come la misura della quantità di grigio presente in un colore: la mancanza di grigio accoppiata alla piena riconoscibilità della tonalità corrisponde alla massima saturazione, mentre la predominanza del grigio su un colore -quindi non facilmente identificabile- corrisponde all’assenza di saturazione

Curiosità

Nelle due coppie di quadrati a fianco noteremo più differenza di colore (Saturazione+Tonalità) fra le coppie in basso rispetto a quelle in alto.
In realtà le due coppie verticali di quadrati hanno gli stessi valori di Saturazione e Tonalità mentre varia il valore della Luminosità.

Questo accade perchè siamo meno sensibili alla Tonalità e alla Saturazione nelle parti scure dell’immagine (ombre)

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