World of Colours_Dal concetto di colore al colour grading

Cosa è la Correzione Colore(CC)

La correzione colore consiste in una serie di tecniche volte a migliorare i tre fattori che che determinano un’immagine: Colore, Luminosità e contrasto.

Non è post produzione vera è propria, direi che però è comunque una parte fondamentale di una workflow di post produzione professionale.

Infatti, elementi come la riduzione del rumore, lo sharpening, masking, correzione ed il fotoritocco sono modifiche accessorie di ciò che chiamiamo post produzione, ma esse devono assolutamente basarsi su una fase di Colour Grading (CC).

La CC trova due applicazione:

-Fotografie non ottimali (problemi o difficoltà nel carpire il colore reale, colori sbiaditi etc) e differenza fra camere usate o fra colour science di un software nell’interpretare il Raw della stessa.

-Impossibilità della fotocamera nel riprodurre i colori percepiti dall’occhio umano che possiede una gamma dinamica e di percezione del colore è molto più ampia

Lo scopo della colour correction è quello di avvicinare la ripresa a ciò che un occhio umano ha visto. Va da se che l’interpretazione artistica è lecita (fare un volto blu) ma la vera funzione di CC è quella di riportare volti blu al colore più simile a ciò che l’occhio ha percepito mentre veniva catturato lo scatto.

Origine dell’immagine

Qualsiasi immagine, fotografia o altra arte rappresentativa è un’evoluzione del linguaggio base della rappresentazione della realtà.

Uno scarabocchio di un bambino o un disegno rupestre sono l’esempio di un’immagine che viene rappresentata in maniera grossolana, semplice ma allo stesso tempo nel miglior modo possa essere rappresentata coi mezzi a disposizione e con la propria conoscenza.

Il mezzo a nostra disposizione svolge un ruolo fondamentale nella riproduzione, ma non da solo.
Lo stesso mezzo infatti può dare risultati ben differenti se usato in un determinato modo o in un altro o, volendo, se usato con capacità cognitiva o meno. Questa capacità cognitiva, spalmata su un concetto temporale può essere chiamata esperienza, ovvero la capacità di comprendere gli effetti di una causa che si dimostra in effetto, è ciò che ci permette di replicare e di semplificare i passaggi per ottenere un risultato evitando tutti quegli scarti, quegli errori, che si sono verificati durante i vari tentativi.

Questo è un concetto di sintesi.

L’esperienza poi, una volta sintetizzati gli elementi si trasforma in tecnica. La tecnica è tutto. La tecnica è come gli arti si muovono, gli occhi vedono. Tutto questo avviene grazie ad uno strumento di sintesi.

Il nostro cervello è il più grande strumento di sintesi che abbiamo. Ha un evoluzione di centinaia di migliaia di anni, anni in cui esperienze maturate hanno permesso di affinare tecniche sempre più evolute e sofisticate di comprensione, elaborazione e trasmissione dei dati che riceviamo dai nostri organi sensoriali. Siamo talmente sofisticati che riusciamo a percepire elementi visivi che non esistono, delle vere rappresentazioni di sintesi.

Se pensiamo che uno smile, un messaggio grafico che universalmente viene percepito come una faccia che sorride.
se scattiamo una foto a questa immagine per la fotocamera questa sarà solo una sequenza di simboli che verrà rappresentata seguendo calcoli aritmetici per replicarla più o meno fedelmente.

Questo processo è possibile perchè il nostro cervello riesce a percepire ed elaborare una quantità di informazioni potenzialmente non replicabili.
Una fotocamera non ha questa capacità. E’ importante capire il limite tecnico per poter sfruttare le capacità tecniche di un mezzo di sintesi ed ottenere i massimi risultati.

Se poi pensiamo ad una città al tramonto, è in realtà un’immagine complessa, tridimensionale, multiforme e sfaccettata che il nostro sistema visivo, assieme al cervello sintetizzerà in un certo modo secondo le capacità tecniche determinate dalla nostra capacità cognitiva. La fotocamera rappresenterà questa enorme mole di dati in entrata in maniera completamente diversa.

Qual’è la nostra Mission?

Avvicinare il più possibile questi sue modi di sintetizzare

Il colore: cos’è?

1- L’occhio Umano

è l’organo sensoriale che fa tutto il lavoro. Dalla pupilla entra la luce che è sottoposta a delle deviazioni del sistema di lenti “cornea-Cristallino” e l’iride è un diaframma che si adatta alle condizioni di luminosità aprendosi p chiudendosi per permettere più o meno luce di passare.
La luce che passa viene raccolta da due organi:

I bastoncelli e i coni (ci interessano i coni)
I coni sono concentrati nella Retina e concentrati nella Fornea. Ci sono tre tipi di coni che sono sensibili a differenti frequenze di luce, frequenze che rappresentano i colori: Rosso, Verde e Blu .

La Luce Bianca

La luce stessa è ciò che ci permette di Vedere.
La luce è una radiazione elettromagnetica, occupa uno spazio piccolo nello spettro delle radiazioni (lunghezza d’onda dda 400 a 700 nanometri). Non riusciamo a vedere gran parte delle onde, microonde, infrarossi…

La luce bianca quindi è quella che ci permette di vedere. I colori che vediamo sono inclusi nella luce bianca e sono visibili tramite un prisma. Queste componenti, visibili nel prisma sono quelle che colpiscono il nostro occhio e ci danno l’impressione di vedere a colori

Dalla Luce al colore

“L’occhio umano ha fotorecettori per la visualizzazione di colori a media e alta luminosità con picchi di sensitività in lunghezze d’onda brevi (S, 420–440 nm), medie (M, 530–540 nm), e lunghe (L, 560–580 nm). Così, la sensazione del colore è descritta da tre parametri. Questi valori tristimolo di un colore sono la somma dei 3 colori primari in un modello di colore con 3 componenti additive” fonte Wikipedia

L’Occhio risponde allo stimolo della luce bianca secondo precise curve (funzioni colori Standard CIE 1931) che ci possono dire esattamente secondo quale lunghezza d’onda e quale intensità l’occhio risponde agli stimoli dei colori primari. Gli stimoli non sono mai isolati ma i colori si sovrappongono generandone altri. La sovrapposizione completa dei colori R G B genera la luce bianca, le sovrapposizioni parziali danno il giallo, il ciano ed
il magenta.
Queste sovrapposizioni colpiscono i recettori e vengono elaborate prima di essere inviati al cervello, dove subiscono una successiva elaborazione per produrre finalmente la sensazione del
colore. Il colore perciò è una esperienza qualitativa prodotta ad un alto livello
di elaborazione neuronale.

2-La Fotocamera

 

La Fotocamera cerca di imitare questa rappresentazione dei colori attraverso la struttura del proprio sensore.
Il sensore è sensibile solo alla luminosità, non percepisce nè riproduce i colori. Il sensore è la parte grigia nell’immagine su cui sopra è posizionato un filtro di tipo Bayer il quale filtra le componenti della luce pixel per pixel, alternati. Nella parte sopra avremo un pixel blu e poi uno verde, poi uno blu… e così via. Se scendiamo sotto verde, rosso, verde, rosso. I pixel verdi sono il doppio di quelli blu o di quelli rossi.

Tramite un processo di Demoicizzazione verrà trasformata l’immagine (che è in scala di grigi) cercando di “indovinare” ovvero tramite interpolazione cosa è successo fra un pixel a un altro. Anche il nostro monitor procede con lo stesso processo. Ogni pixel dello schermo ha la possibilità di riprodurre qualsiasi quantità colore rappresentato con il  Blu, verde o rosso.

L’approccio coi numeri

C’è un approccio che utilizza i numeri, il Metodo Lab, una rappresentazione astratta ma che ha reali connessioni fra il mondo empirico, quello matematico e quello interpretativo dell’occhio umano.
La sua capacità è quella di non basarsi su elementi grafici o percettivi ma bensì quella di estrapolare le informazioni del colore in numeri e non il colore rappresentato.

Questo per il semplice fatto che l’occhio, sebbene sia un organo di infinita completezza, può essere ingannato, mentre la matematica no.

Questo approccio è quello studiato nei workshop con Marco Olivotto ed è uno dei concetti meno conosciuti ma più completi ed accurati, quando parliamo di Colour Grading Avanzato e professionale.

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